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Comportamenti in caso di sisma o di rischio sismico

>> Misure preventive
- È importante preparare un piano di emergenza familiare, con individuazione dei luoghi più sicuri in cui ripararsi (architravi, stipiti delle porte, mobili robusti come tavoli e letti, oppure contro il muro in un angolo).
- Per evitare situazioni pericolose, è necessario, ad esempio, fissare bene i mobili, gli oggetti pesanti, quelli in vetro. Evitare che i letti siano vicini a vetrate, specchi, mensole con oggetti pesanti.
Durante

In caso di evento, mantenere la calma e non farsi prendere dal panico. Cercare inoltre di tranquillizzare le altre persone.
- Durante la scossa può essere molto difficile, se non impossibile, spostarsi da una camera all'altra. Il pericolo maggiore durante un terremoto è quello di essere colpiti da oggetti che cadono.
- Si sottolinea una regola fondamentale:
- se ci si trova all’interno di un’abitazione o locali in genere, rimanervi;
- se ci si trova all'aperto, restarvi.

• In casa
- Non cercare di abbandonare la casa, ripararsi in uno dei posti sicuri individuati dal piano di emergenza familiare
- Ripararsi comunque nel vano di una porta, inserita in un muro portante o sotto una trave, oppure sotto un tavolo
- Non muoversi fino a quando la scossa non è terminata
- Non cercare assolutamente di uscire durante la scossa: talvolta le scale sono una delle parti più deboli e quindi pericolose della casa
- Non usare l'ascensore
- Se si viene sorpresi dalla scossa all’interno di un ascensore, fermarsi al primo piano possibile e uscire immediatamente.

• In un luogo pubblico
- Rimanere nel luogo ed allontanarsi solo da oggetti sospesi che possono cadere
- Non cercare di raggiungere l'uscita, in considerazione che anche altre persone avranno la medesima idea e quindi, in caso di affollamento, l’uscita sarebbe impossibile ed anzi si potrebbero provocare ulteriori danni alle persone.

• All'aperto
- Stare lontano dalle pareti delle case
- Portarsi in luoghi aperti, lontano dalle costruzioni, da alberi, muri, linee elettriche
- Se ci si trova su un marciapiede, cercare riparo sotto un portone
- Se ci si trova su un veicolo, non fermarsi nei sottopassaggi, in prossimità di ponti, di terreni franosi
- Fermare il veicolo in un luogo aperto lontano da alberi, muri e linee elettriche
- Aspettare in auto che la scossa finisca
- Collaborare a mantenere le strade sgombre per il passaggio dei vicoli d'emergenza.

• A scuola:
- Mantenere la calma
- Ricordarsi che la scuola ha un piano di emergenza
- Seguire le istruzioni dell'insegnante.

>> Dopo
- Aspettarsi scosse secondarie di assestamento. È molto probabile che la scossa principale sia seguita da repliche, di intensità inferiore, ma tuttavia ancora in grado di provocare danni
- Usare una radio a batterie per avere eventuali informazioni
- Verificare che non vi siano feriti
- Verificare che non vi siano fughe di gas o rotture dell'impianto idrico
- Non accendere la luce, usare una lampada a batterie
- Nel caso si abbandoni la casa, chiudere gli erogatori di gas, acqua, energia elettrica
- Non cercare di raggiungere l’area colpita ed evitare di muoversi per curiosità
- Raggiungere le aree di raccolta predisposte ed indicate nel Piano Comunale di Protezione Civile
- Verificare che la costruzione si abita non abbia subito danni: se si sono avute lesioni, richiedere il parere di un tecnico e nel dubbio abbandonare la casa
- Non usare il telefono, se non per reali esigenze di soccorso
- Non usare autoveicoli per lasciare le strade libere per i soccorsi
- Non avvicinarsi ad animali in quanto spaventati e imprevedibili, e se possibile, rinchiuderli in luoghi sicuri
- Raggiungere con calma la scuola per prelevare i bambini, senza fretta, in quanto la scuola è un edificio strategico
- Collaborare a mantenere le strade sgombre per il passaggio dei vicoli d'emergenza.

• In fabbrica, in officina, in ufficio:
- Spegnere i motori e togliere l'energia
- Chiudere tutti gli impianti, le apparecchiature e tutte le alimentazioni.

(Nota a cura della Protezione Civile del Comune di Ferrara)

Tratto dalla Newsletter del Comune di Ferrara

La manovra Monti: e l’equità??

La manovra doveva essere all'insegna del rigore? quello c'è tutto. Della crescita? Senza una riforma seria della giustizia e del lavoro (a partire dagli appalti pubblici) sarà una scommessa difficile da vincere.. dell'equità?? Per i soliti noti (noi polli che le tasse le paghiamo fino all'ultimo centesimo): addizionale irpef, aumento della benzina, ICI sulla prima casa, riforma delle pensioni, aumento dell'iva, tagli agli enti locali (=meno servizi e più cari), etc. Per i furbetti: tassa dell'1,5% sui capitali scudati…gli fanno il solletico…come si può non essere contrari a questa manovra se non emendandola seriamente?? Spese militari, sprechi della poliica (enti inutili, consulenze, cda, auto blu, dimezzamento dei parlamentari, etc.), lotta seria all'EVASIONE FISCALE, spese militari..!!!!!

E’ ora che paghino anche i furbi!

Sono un lavoratore dipendente e pago le tasse fino all'ultimo centesimo di euro. Io come tanti altri sono stanco di mantenere un paese in cui pochi pagano e tanti godono, sprecano, evadono. Come sempre accade, le battaglie, e questa in particolare, per essere vinte non possono che partire dal basso. Solo modificando i nostri comportamenti e diffondendo la nostra indignazione possiamo contagiare chi ci sta accanto, affinché il nostro moto di protesta trovi eco e si diffonda, si propaghi e si rafforzi come un'onda. Troppo spesso mi capita che dopo una consumazione in un locale o dopo un servizio reso da un privato non mi sia dato spontaneamente lo scontrino o una ricevuta. La cosa mi irrita notevolmente, e penso che di fronte a me ho un altro furbetto disonesto che col suo sorriso accomodante crede di avere trovato un altro fesso! Ricordatevi che così facendo si viene fregati due volte, perché non solo il negoziante di turno risparmia sull'IVA che non versa, ma risparmia pure sulle tasse che dovrà versare sul proprio reddito dichiarato.
Alcuni dati su cui riflettere:

Se la casta della politica ci costa 25 miliardi di Euro l’anno, l’illegalità ne mangia 15 volte di più, corruzione, evasione fiscale, lavoro nero, reati ambientali, riciclaggio, crac finanziari bruciano risorse collettive e pubbliche che sfiorano i 400 miliardi.

Evasione fiscale 120 miliardi l’anno, corruzione 60 miliardi l’anno, il che significa che se si riuscisse a sconfiggerle entrambe, in 10 anni si potrebbe azzerare il debito pubblico che ammonta a 1800 miliardi di Euro.

Negli ultimi 30 anni il lavoro dipendente che è quello che non può sfuggire al fisco con l’evasione ha pagato 850 miliardi di tasse in più proprio a causa dell’evasione di quelli che le tasse non li pagano: 450 miliardi di evasione accertata ma non recuperata.

Abbiamo 3 milioni di lavoratori in nero che naturalmente non pagano contributi e sui quali naturalmente prolifera l’impresa clandestina degli imprenditori quasi tutti italiani che naturalmente su quell’impresa non pagano tasse perché l’impresa è come se non risultasse, oppure risulta in passivo e quindi non paga tasse. 3 milioni di lavoratori in nero sottraggono alle casse pubbliche 52 miliardi e mezzo.

ALLORA FATTI FURBO: CHIEDI LO SCONTRINO!!

Referendum 12 e 13 Giugno 2011: difendiamo i nostri diritti, andiamo tutti a votare!!!

Referendum 12 e 13 Giugno 2011
Una scheda com­pleta sui quat­tro que­siti re­fe­ren­dari del 12 e 13 Giu­gno 2011, che ri­guar­dano: il le­git­timo im­pe­di­mento, la pri­va­tiz­za­zione di fatto dell’acqua pre­vi­sto dal de­creto “Ron­chi” (due que­siti) e il ri­torno all’energia nucleare.
 
Cosa sono i referendum
Il re­fe­ren­dum è uno stru­mento di eser­ci­zio della so­vra­nità po­po­lare, san­cita all’articolo 1 della Co­sti­tu­zione della Re­pub­blica Ita­liana, e l’esito re­fe­ren­da­rio è una fonte del di­ritto pri­ma­ria che vin­cola i le­gi­sla­tori al ri­spetto della vo­lontà del po­polo. Sono quat­tro le ti­po­lo­gie di re­fe­ren­dum con­tem­plate dalla Co­sti­tu­zione italiana:
  • il re­fe­ren­dum abro­ga­tivo di leggi e atti aventi forza di legge,
  • quello sulle leggi co­sti­tu­zio­nali e di re­vi­sione costituzionale,
  • quello ri­guar­dante la fu­sione di re­gioni esi­stenti o la crea­zione di nuove regioni,
  • quello ri­guar­dante il pas­sag­gio da una Re­gione ad un’altra di Pro­vince o Comuni.
Il re­fe­ren­dum abro­ga­tivo di leggi e atti aventi forza di legge (ar­ti­colo 75) si uti­lizza come so­lu­zione per abo­lire una legge già esi­stente o parte di questa.
 
De­scri­zione breve dei re­fe­ren­dum del 12 e 13 giu­gno 2011
  • Il 12 e 13 giu­gno 2011 i cit­ta­dini ita­liani sono chia­mati ad espri­mere il pro­prio voto su 4 que­siti referendari.
  • L’elettore, per vo­tare, deve esi­bire al pre­si­dente del seg­gio la tes­sera elet­to­rale ed un do­cu­mento di riconoscimento.
  • L’elettore ri­ceve da un com­po­nente del seg­gio 4 schede di di­verso colore:
  • Il voto “SI”, trac­ciato sulla scheda, in­dica la vo­lontà di abro­gare la nor­ma­tiva ri­chia­mata dal que­sito referendario.
  • Il voto “NO”, trac­ciato sulla scheda, in­dica la vo­lontà di man­te­nere la vi­gente nor­ma­tiva ri­chia­mata dal que­sito referendario.
 
Quando si vota
Le ope­ra­zioni di voto si svolgono:
Do­me­nica 12 giu­gno 2011, dalle 8:00 alle 22:00
e
Lu­nedì 13 giu­gno 2011, dalle 7:00 alle 15:00.
Se­condo legge po­te­vano es­sere svolti tra il 15 aprile e il 15 giu­gno, ma i re­fe­ren­dum abro­ga­tivi sono stati in­fine fis­sati per il 12 e 13 giu­gno, quindi senza unire il voto con le ele­zioni am­mi­ni­stra­tive del 15–16 maggio.
Tale scelta è stata cri­ti­cata quale enorme spreco di de­naro pub­blico e come ten­ta­tivo di non far rag­giun­gere il quo­rum ai re­fe­ren­dum. Un ten­ta­tivo di boi­cot­tag­gio. In­fatti se non an­dranno a vo­tare il 50% + 1 de­gli aventi di­ritto i re­fe­ren­dum non sa­ranno validi.
Il Mi­ni­stro de­gli In­terni Ro­berto Ma­roni (della Lega di “Roma la­drona”) ha scelto per la di­vi­sione delle due con­sul­ta­zioni. Di fatto que­sta de­ci­sione co­sterà alle casse dello stato, come evi­den­ziano al­cune stime ri­por­tate dalla stampa, uno spreco di 400 mi­lioni di euro in più ri­spetto ad un ipo­te­tico ac­cor­pa­mento delle ele­zioni am­mi­ni­stra­tive col referendum.
 
Dove si vota
Gli elet­tori de­vono vo­tare nel pro­prio Co­mune di re­si­denza, nella se­zione elet­to­rale in­di­cata sulla prima fac­ciata della tes­sera elettorale.
 
Re­fe­ren­dum, in campo la so­cietà ci­vile: Quat­tro sì per cam­biare l’Italia
È im­por­tante – il 12–13 giu­gno – rag­giun­gere il quo­rum di 25 mi­lioni di vo­tanti ai Re­fe­ren­dum e sce­gliere il SI a tutti i que­siti. È un voto che può porre al­cuni li­miti a un mo­dello di svi­luppo in­so­ste­ni­bile, che ignora i co­sti am­bien­tali, so­ciali e i beni co­muni, e a un po­tere po­li­tico che cal­pe­sta giu­sti­zia e democrazia.
Un suc­cesso dei SI al Re­fe­ren­dum co­strin­ge­rebbe la po­li­tica – sia del go­verno che dell’opposizione – a fare i conti con la vo­lontà dei cit­ta­dini. L’impegno delle mo­bi­li­ta­zioni so­ciali non si li­mi­te­rebbe a ma­ni­fe­sta­zioni fi­nora ina­scol­tate, ma can­cel­le­rebbe al­cune delle peg­giori leggi in­tro­dotte dal governo.
 
Que­sito n. 1 – re­fe­ren­dum ac­qua pub­blica – abro­ga­zione af­fi­da­mento ser­vi­zio ad ope­ra­tori privati
Re­fe­ren­dum po­po­lare n. 1 – SCHEDA DI COLORE ROSSO
“Vo­lete voi che sia abro­gato l’art. 23 bis (Ser­vizi pub­blici lo­cali di ri­le­vanza eco­no­mica) del de­creto legge 25 giu­gno 2008 n.112 “Di­spo­si­zioni ur­genti per lo svi­luppo eco­no­mico, la sem­pli­fi­ca­zione, la com­pe­ti­ti­vità, la sta­bi­liz­za­zione della fi­nanza pub­blica e la pe­re­qua­zione tri­bu­ta­ria” con­ver­tito, con mo­di­fi­ca­zioni, in legge 6 ago­sto 2008, n.133, come mo­di­fi­cato dall’art.30, comma 26 della legge 23 lu­glio 2009, n.99 re­cante “Di­spo­si­zioni per lo svi­luppo e l’internazionalizzazione delle im­prese, non­ché in ma­te­ria di ener­gia” e dall’art.15 del de­creto legge 25 set­tem­bre 2009, n.135, re­cante “Di­spo­si­zioni ur­genti per l’attuazione di ob­bli­ghi co­mu­ni­tari e per l’esecuzione di sen­tenze della corte di giu­sti­zia della Co­mu­nità eu­ro­pea” con­ver­tito, con mo­di­fi­ca­zioni, in legge 20 no­vem­bre 2009, n.166, nel te­sto ri­sul­tante a se­guito della sen­tenza n.325 del 2010 della Corte costituzionale?”.
Nota: Il primo que­sito sulla pri­va­tiz­za­zione dell’ ac­qua pub­blica ri­guarda le mo­da­lità di af­fi­da­mento e ge­stione dei ser­vizi pub­blici lo­cali di ri­le­vanza economica.
Si deve vo­tare SÌ se si è con­tro la pri­va­tiz­za­zione dell’acqua e con­tro la ge­stione dei ser­vizi idrici da parte di pri­vati.

Si deve vo­tate NO se si è a fa­vore della le­gi­sla­zione attuale.

 
Que­sito n. 2 – re­fe­ren­dum ac­qua pub­blica – abro­ga­zione cal­colo ta­riffa se­condo lo­gi­che di “mercato”
Re­fe­ren­dum po­po­lare n. 2 – SCHEDA DI COLORE GIALLO
“Vo­lete voi che sia abro­gato il comma 1, dell’art. 154 (Ta­riffa del ser­vi­zio idrico in­te­grato) del De­creto Le­gi­sla­tivo n. 152 del 3 aprile 2006 “Norme in ma­te­ria am­bien­tale”, li­mi­ta­ta­mente alla se­guente parte: “dell’adeguatezza della re­mu­ne­ra­zione del ca­pi­tale investito”?”.
Nota: Il se­condo que­sito sulla pri­va­tiz­za­zione dell’ ac­qua pub­blica ri­guarda la de­ter­mi­na­zione della ta­riffa del ser­vi­zio idrico in­te­grato in base all’adeguata re­mu­ne­ra­zione del ca­pi­tale in­ve­stito. In que­sto caso agli elet­tori viene pro­po­sta una abro­ga­zione par­ziale della norma.
Si deve vo­tare SÌ se si è con­tro la norma che per­met­tere il pro­fitto (non il re­cu­pero dei co­sti di ge­stione e di in­ve­sti­mento, ma il gua­da­gno d’impresa) nell’erogazione del bene Ac­qua po­ta­bile.

Si deve vo­tate NO se si è a fa­vore della le­gi­sla­zione at­tuale che am­mette tale guadagno.

 
Que­sito n. 3 – re­fe­ren­dum ener­gia nucleare
Re­fe­ren­dum po­po­lare n. 3 – SCHEDA DI COLORE GRIGIO
“Vo­lete voi che sia abro­gato il decreto-legge 25 giu­gno 2008, n. 112, con­ver­tito con mo­di­fi­ca­zioni, dalla legge 6 ago­sto 2008, n. 133, nel te­sto ri­sul­tante per ef­fetto di mo­di­fi­ca­zioni ed in­te­gra­zioni suc­ces­sive, re­cante Di­spo­si­zioni ur­genti per lo svi­luppo eco­no­mico, la sem­pli­fi­ca­zione, la com­pe­ti­ti­vità, la sta­bi­liz­za­zione della fi­nanza pub­blica e la pe­re­qua­zione tri­bu­ta­ria, li­mi­ta­ta­mente alle se­guenti parti: art. 7, comma 1, let­tera d: rea­liz­za­zione nel ter­ri­to­rio na­zio­nale di im­pianti di pro­du­zione di ener­gia nucleare?”.
Nota: Lungo e ar­ti­co­lato il que­sito re­fe­ren­da­rio per abro­gare la norma per la “rea­liz­za­zione nel ter­ri­to­rio na­zio­nale di im­pianti di pro­du­zione di ener­gia nu­cleare”. Si tratta di una parte del de­creto legge re­cante “Di­spo­si­zioni ur­genti per lo svi­luppo eco­no­mico, la sem­pli­fi­ca­zione, la com­pe­ti­ti­vità, la sta­bi­liz­za­zione della fi­nanza pub­blica e la pe­re­qua­zione tri­bu­ta­ria” fir­mato il 25 giu­gno 2008 e con­ver­tito in legge “con mo­di­fi­ca­zioni” il 6 ago­sto dello stesso anno. An­che que­sto que­sito è stato pre­sen­tato dall’Idv.
Si deve vo­tare SÌ se si è con­tro la co­stru­zione di Cen­trali Nu­cleari in Italia.
Si deve vo­tate NO se si è a fa­vore della le­gi­sla­zione at­tuale che le prevede.
 
Que­sito n. 4 – re­fe­ren­dum le­git­timo impedimento
Re­fe­ren­dum po­po­lare n. 4 – SCHEDA DI COLORE VERDE CHIARO
“Vo­lete voi che siano abro­gati l’articolo 1, commi 1, 2, 3, 5, 6 non­chè l’articolo 1 della legge 7 aprile 2010 nu­mero 51 re­cante “di­spo­si­zioni in ma­te­ria di im­pe­di­mento a com­pa­rire in udienza?”.
Nota: Que­sto que­sito, per abro­gare la legge sul le­git­timo im­pe­di­mento, è quello dalle pos­si­bili ri­per­cus­sioni po­li­ti­che più forti. A pro­porre il re­fe­ren­dum è stata l’Italia dei Va­lori. Dopo la di­chia­ra­zione di par­ziale in­co­sti­tu­zio­nale della legge sul le­git­timo im­pe­di­mento, la Corte di Cas­sa­zione ha au­to­riz­zato, con or­di­nanza, lo svol­gi­mento del referendum.

Si deve vo­tare SÌ se si è con­trari al prin­ci­pio che Pre­si­dente del con­si­glio o mi­ni­stro pos­sano de­ci­dere di non com­pa­rire in tri­bu­nale nei pro­cessi che li ri­guar­dano.

Si deve vo­tate NO se si è a fa­vore della le­gi­sla­zione at­tuale che pre­vede que­sto “scudo” nei con­fronti del si­stema giudiziario.

Le po­si­zioni

Dif­fi­cile par­lare delle po­si­zioni rac­colte da Fo­rum Ci­vico, senza ca­dere nell’espressione di pa­reri. Ci pro­viamo qui. In­vi­tiamo i let­tori ad espri­mere la loro posizione/parere nella se­zioni con­tri­buti dei let­tori a fondo pagina.
Per i “NO” si schiera chi ac­cetta, so­prat­tutto per coe­renza ad una “lo­gica” di mer­cato, sia la spe­cu­la­zione sull’acqua (pur sa­pendo che sia un bene pub­blico es­sen­ziale per la vita); sia la spe­cu­la­zione sul nu­cleare (pur sa­pendo che que­sto sia gio­care d’azzardo con il di­sa­stro nu­cleare a spese del pia­neta e delle ta­sche dei con­tri­buenti); sia la “li­bertà” di farla sem­pre franca, in quanto po­tenti, nei pa­lazzi di giustizia.
Per i 4 “SI” vo­te­ranno quei cit­ta­dini in­ter­vi­stati che cre­dono in un’Italia pu­lita, so­li­dale, giu­sta e li­bera dai ten­ta­coli an­che po­li­tici della ma­la­vita. Che cre­dono che la giu­sti­zia, per es­sere tale, deve es­sere as­so­lu­ta­mente uguale per tutti, an­che per i ric­chi e i po­tenti, e so­prat­tutto per i pro­pri am­mi­ni­stra­tori (pre­si­denti del con­si­glio in­clusi). Cit­ta­dini che, pre­vi­denti se non per sé, per i pro­pri fi­gli, vo­gliono vi­vere in un’Italia al si­curo dai di­sa­stri nu­cleari (la “pe­ste ra­dioat­tiva”), al ri­paro delle spe­cu­la­zioni dei po­chi sulla vita dei molti. E che re­cla­mano l’acqua come un bene ine­sti­ma­bile, pro­prietà ir­ri­nun­cia­bile di ogni italiano.
 
Il re­fe­ren­dum sul nucleare
No­no­stante l’approvazione della mo­ra­to­ria di un anno sul nu­cleare in Ita­lia, il re­fe­ren­dum non si ferma. An­che per que­sto si vo­terà a giugno.
Ed è as­sai pro­ba­bile che con il re­fe­ren­dum del pros­simo giu­gno gli ita­liani di­ranno ‘no’ al nu­cleare. Se­condo al­cuni son­daggi, in­fatti, il 90 per cento circa de­gli ita­liani pre­fe­ri­sce le fonti rin­no­va­bili al nu­cleare. Non solo. A quanto pare, dopo il di­sa­stro in Giap­pone il 17 per cento della po­po­la­zione ha cam­biato idea sulla si­cu­rezza delle cen­trali nu­cleari, ora è pari al 69 per cento il nu­mero di per­sone con­tra­rie a que­sta misura.
[Si noti che il go­verno giap­po­nese ha man­te­nuti se­greti i dati su li­velli di ra­dia­zioni molto mag­giori a quelli ri­ve­lati si­nora. Si veda: Giap­pone: di­sa­stro nu­cleare di Fu­ku­shima peg­gio di Cher­no­byl ]
 
Il voto dei cit­ta­dini ita­liani re­si­denti all’estero
I cit­ta­dini ita­liani iscritti nelle li­ste elet­to­rali e re­si­denti all’estero vo­tano, di norma, per cor­ri­spon­denza, a meno che non ab­biano eser­ci­tato il di­ritto di op­zione per il voto in Ita­lia, dan­done co­mu­ni­ca­zione alla rap­pre­sen­tanza di­plo­ma­tica o con­so­lare com­pe­tente en­tro il de­cimo giorno suc­ces­sivo alla in­di­zione dei re­fe­ren­dum. Il ter­mine per i re­fe­ren­dum 2011 è sca­duto il 14 aprile 2011. Co­loro che non hanno eser­ci­tato tale op­zione, an­che se in Ita­lia nei giorni delle vo­ta­zioni, non pos­sono in al­cun modo es­sere am­messi al voto.
Il voto per cor­ri­spon­denza non è pos­si­bile, co­mun­que, per i cit­ta­dini che ri­sie­dono in stati che non hanno sot­to­scritto con l’Italia una ap­po­sita con­ven­zione (c.d. “stati senza in­tesa”). In que­sto caso, quindi, per eser­ci­tare il loro di­ritto di voto, de­vono rien­trare in Italia.
I cit­ta­dini ita­liani re­si­denti all’estero, che vo­tano per cor­ri­spon­denza, ri­ce­vono, al pro­prio do­mi­ci­lio estero, un plico con­te­nente le quat­tro schede re­la­tive ai quat­tro que­siti re­fe­ren­dari, un cer­ti­fi­cato elet­to­rale, una bu­sta bianca, una bu­sta pre­af­fran­cata (Bu­si­ness Re­ply En­ve­lope) con l’indirizzo del Con­so­lato ed un li­bretto con­te­nente il te­sto della Legge re­cante “Norme sul di­ritto di voto dei cit­ta­dini ita­liani re­si­denti all’estero”.
I cit­ta­dini ita­liani tem­po­ra­nea­mente all’estero che ap­par­ten­gono alle se­guenti categorie:
  • mi­li­tari o ap­par­te­nenti a forze di po­li­zia in mis­sione internazionale;
  • di­pen­denti di am­mi­ni­stra­zioni pub­bli­che per mo­tivi di ser­vi­zio qua­lora la du­rata pre­vi­sta della loro per­ma­nenza all’estero sia su­pe­riore a tre mesi, e loro fa­mi­liari conviventi;
  • pro­fes­sori e ri­cer­ca­tori uni­ver­si­tari, e i ri­spet­tivi fa­mi­liari con­vi­venti, che si tro­vano all’estero per una du­rata di al­meno sei mesi e che alla data del de­creto di in­di­zione delle con­sul­ta­zioni si tro­vano all’estero da al­meno tre mesi,
pos­sono espri­mere il voto per corrispondenza.
Gli ap­par­te­nenti alle ca­te­go­rie di cui ai punti 1 e 2 (mi­li­tari o ap­par­te­nenti a forze di po­li­zia, di­pen­denti di am­mi­ni­stra­zioni pub­bli­che in ser­vi­zio e loro fa­mi­liari con­vi­venti) de­vono far ri­chie­sta al co­mando a alla am­mi­ni­stra­zione di ap­par­te­nenza en­tro e non ol­tre il tren­ta­cin­que­simo giorno an­te­ce­dente la vo­ta­zione in Ita­lia (os­sia en­tro il giorno 8 mag­gio 2011).
I cit­ta­dini ap­par­te­nenti alla ca­te­go­ria di cui al punto 3 (pro­fes­sori o ri­cer­ca­tori uni­ver­si­tari, e loro fa­mi­liari) de­vono fare ri­chie­sta di­ret­ta­mente al Con­so­lato di ap­par­te­nenza, sem­pre en­tro e non ol­tre il tren­ta­cin­que­stimo giorno an­te­ce­dente la vo­ta­zione (os­sia sem­pre en­tro il giorno 8 mag­gio 2011).
Que­sti elet­tori ri­ce­vono a do­mi­ci­lio, da parte dell’Ufficio con­so­lare com­pe­tente, il plico elet­to­rale con­te­nente le schede e le istru­zioni sulle mo­da­lità di voto. In ogni caso, en­tro il ven­ti­tree­simo giorno dalle vo­ta­zioni (os­sia en­tro 20 mag­gio 2011), la ri­chie­sta di voto per cor­ri­spon­denza può es­sere re­vo­cata tra­mite espressa di­chia­ra­zione da in­viare al pro­prio Consolato .
Chi si trova tem­po­ra­nea­mente all’estero e non ap­par­tiene alle ca­te­go­rie so­pra in­di­cate, può vo­tare per i re­fe­ren­dum so­la­mente rien­trando in Ita­lia, nelle li­ste elet­to­rali del Co­mune presso cui sono iscritti.
L’elettore che non ri­ce­vesse il plico elet­to­rale en­tro il 29 mag­gio 2011, può re­carsi di per­sona all’Ufficio con­so­lare com­pe­tente per ve­ri­fi­care la sua po­si­zione elettorale.
Con­cluse le ope­ra­zioni, le schede vo­tate da­gli ita­liani re­si­denti all’estero per­ve­nute ai Con­so­lati en­tro le ore 16:00 del 9 giu­gno 2011 ven­gono tra­smesse in Ita­lia, dove ha luogo lo scru­ti­nio a cura dell’Ufficio cen­trale per la cir­co­scri­zione estero isti­tuito presso la Corte di Ap­pello di Roma.
 
Vo­tare per i re­fe­ren­dum dall’estero, op­pure non nel co­mune di residenza
Per in­for­ma­zioni se e come sia pos­si­bile vo­tare per gli ita­liani re­si­denti all’estero, si veda an­che (nella se­zioni com­menti): Come vo­tare ai re­fe­ren­dum dall’estero (n. 6); si no­tino an­che le pre­ci­sa­zioni al com­mento n. 19 e al n. 34 .
Per in­for­ma­zioni se sia pos­si­bile vo­tare in un co­mune che non sia quello di re­si­denza, si veda an­che (nella se­zione com­menti): Per le ele­zioni o re­fe­ren­dum, posso vo­tare in una città di­versa dalla mia città di re­si­denza? (n. 32)
Per in­for­ma­zioni se sia pos­si­bile vo­tare per chi, come la si­gnora Mad­da­lena (com­mento n. 42), ha fatto la ri­chie­sta per la cit­ta­di­nanza ita­liana, ma è an­cora in at­tesa di re­sponso fi­nale, si veda: Vo­tare senza cit­ta­di­nanza ita­liana si può? (n. 43).
In caso di ma­lat­tia che com­porti l’intrasportabilità del ma­lato al seg­gio si veda an­che il com­mento n. 78
 
Age­vo­la­zioni di viaggio
Gli elet­tori che de­vono re­carsi nel Co­mune nelle cui li­ste sono iscritti hanno di­ritto, in al­cuni casi, ad al­cune age­vo­la­zioni di viag­gio. Sono pre­vi­ste ri­du­zioni del 60% per l’acquisto di bi­glietto fer­ro­via­rio e sui tra­ghetti. Inol­tre, sono pre­vi­ste an­che al­cune age­vo­la­zioni per l’acquisto del bi­glietto ae­reo di an­data alla sede elet­to­rale di iscri­zione e ri­torno. Per i viaggi ae­rei ef­fet­tuati sul ter­ri­to­rio na­zio­nale, la legge in­tro­duce un’agevolazione di viag­gio nella mi­sura del 40 per cento del prezzo del bi­glietto. L’importo mas­simo rim­bor­sa­bile, co­mun­que, non può es­sere su­pe­riore a 40 euro per il viag­gio di an­data e di ri­torno per ogni elet­tore (Legge 26 mag­gio 1969, n. 241 e suc­ces­sive modifiche).
Al­tre no­ti­zie sui rim­borsi di viag­gio pos­sono es­sere re­pe­rite sul sito di Tre­ni­ta­lia www.trenitalia.com , della so­cietà di na­vi­ga­zione Tir­re­nia www.tirrenia.it e su Ali­ta­lia www.alitalia.it .
 
Voto as­si­stito
Gli elet­tori che sof­frono di una me­no­ma­zione fi­sica tale da im­pe­dire loro di vo­tare au­to­no­ma­mente (ad esem­pio i cie­chi, gli am­pu­tati di en­trambe le mani, ecc.) pos­sono farsi as­si­stere in ca­bina da un al­tro elettore.
Per usu­fruire di que­sto di­ritto è suf­fi­ciente pre­sen­tare al pre­si­dente del seg­gio un cer­ti­fi­cato ri­la­sciato da un me­dico di­ri­gente dell’Ulss o, per i non ve­denti, il li­bretto no­mi­na­tivo ri­la­sciato dall’Istituto Na­zio­nale della Pre­vi­denza So­ciale (Inps), op­pure ri­chie­dere all’Ufficio Elet­to­rale l’apposizione di un tim­bro spe­ciale sulla tes­sera elet­to­rale, pre­sen­tando la se­guente documentazione:
  • la carta di iden­tità o al­tro do­cu­mento di ri­co­no­sci­mento (pa­tente, pas­sa­porto, ecc.)
  • la tes­sera elet­to­rale ri­la­sciata dal Comune
  • cer­ti­fi­cato me­dico che at­te­sti l’invalidità fi­sica per­ma­nente. Gli elet­tori non ve­denti, per es­sere am­messi al voto as­si­stito, è suf­fi­ciente che esi­bi­scano il li­bretto no­mi­na­tivo ri­la­sciato dall’Inps.
La tes­sera con il tim­bro del Co­mune eso­nera l’elettore dall’esibire al pre­si­dente di seg­gio il cer­ti­fi­cato me­dico in tutte le elezioni.
La ri­chie­sta del cer­ti­fi­cato me­dico per avere di­ritto ad es­sere ac­com­pa­gnati in ca­bina va fatta presso una delle sedi de­gli am­bu­la­tori me­dici, senza bi­so­gno di appuntamento.
Du­rante le gior­nate di sa­bato 11 giu­gno e di do­me­nica 12 giu­gno non sono aperti gli am­bu­la­tori; in caso di as­so­luta ne­ces­sità la ri­chie­sta della cer­ti­fi­ca­zione deve es­sere ri­volta di­ret­ta­mente al me­dico re­pe­ri­bile di pronta di­spo­ni­bi­lità – tra­mite il cen­tra­lino dell’Azienda Ospe­da­liera della pro­pria città.
L’accompagnatore deve es­sere in pos­sesso della tes­sera elet­to­rale, e non può svol­gere que­sta fun­zione di so­ste­gno per più di una persona.
Sulla tes­sera elet­to­rale, all’interno dei uno de­gli spazi per la cer­ti­fi­ca­zione del voto, il pre­si­dente del seg­gio vi ap­pone una ap­po­sita an­no­ta­zione (“ac­com­pa­gna­tore”, con data e firma del pre­si­dente, senza ap­porre il tim­bro della se­zione elettorale).
 
Voto do­mi­ci­liare
Per gli elet­tori che sof­frono di grave in­fer­mità e che si tro­vano in di­pen­denza vi­tale da spe­ciali mac­chi­nari me­dici (chia­mate “ap­pa­rec­chia­ture elet­tro­me­di­cali”) o che sof­frono di una ma­lat­tia che rende loro im­pos­si­bile l’allontanamento dall’abitazione, è pos­si­bile vo­tare a casa. Per po­terlo fare bi­so­gna far per­ve­nire all’ufficio elet­to­rale al­meno venti giorni prima della data delle ele­zioni (quindi en­tro il 23 mag­gio 2011) la di­chia­ra­zione at­te­stante la vo­lontà di espri­mere il voto presso la pro­pria abi­ta­zione. La di­chia­ra­zione va re­datta in carta sem­plice e deve con­te­nere i dati esatti del pro­prio do­mi­ci­lio e il re­ca­pito te­le­fo­nico. Alla di­chia­ra­zione deve es­sere al­le­gato il cer­ti­fi­cato sa­ni­ta­rio ri­la­sciato dal fun­zio­na­rio me­dico de­si­gnato dall’Azienda sa­ni­ta­ria lo­cale nel quale è at­te­stato che l’elettore, per il suo stato di sa­lute, ha il di­ritto di vo­tare presso la pro­pria abi­ta­zione e, se ne­ces­sa­rio, che ha di­ritto a es­sere as­si­stito da un al­tro elet­tore per po­ter espri­mere il suo voto.
Il cer­ti­fi­cato deve es­sere ri­la­sciato in una data non an­te­riore al qua­ran­ta­cin­que­simo giorno prima delle ele­zioni (quindi non prima del 29 aprile 2011).
ATTENZIONE: I CERTIFICATI PER IL VOTO ASSISTITO E PER IL VOTO DOMICILIARE NON POSSONO ESSERE RILASCIATI DAL MEDICO DI GUARDIA MEDICA, NÈ DAL MEDICO DI MEDICINA GENERALE.
 
Per i Sì, o per i No, ma vo­tiamo tutti

Non vo­tare, adesso che tanto è stato fatto per ga­ran­tire una scelta de­mo­cra­tica del po­polo, vor­rebbe dire per­dere un’occasione im­por­tan­tis­sima per af­fer­mare con chia­rezza che i cit­ta­dini de­vono es­sere ascol­tati. Vo­tiamo tutti. Per i Sì o per i No, cia­scuno voti a se­conda della pro­pria co­scienza. Ma vo­tiamo tutti. Non la­sciamo la de­mo­cra­zia nelle mani dei pochi.
Ri­cor­diamo inol­tre, per cor­ret­tezza, che è pos­si­bile sce­gliere quali re­fe­ren­dum vo­tare, ri­ti­rando solo le schede che in­te­res­sano. Il quo­rum in­fatti viene cal­co­lato per ogni sin­golo quesito.
 

Grande Luigi!! De Magistris Sindaco di Napoli!!

Il centrosinistra espugna Milano con Pisapia e Napoli con De Magistris, il segnale è forte e chiaro: l'era di Berlusconi volge al termine, è ora di rinascere, di ripartire, di tornare a sperare in un futuro migliore, in un futuro di grandi valori.

Napoli ha voglia di pulizia delle strade e delle coscienze, viva Luigi De Magistris, viva Napoli, viva l'Italia!!!

Noi siamo l’alternativa di governo

Riporto questo articolo di Antonio Di Pietro, che ben riassume il manifesto politico di Italia Dei Valori e che condivido e sostengo in pieno.

Io invito i cittadini a leggere la relazione della Corte dei Conti. Non usa la parola “caimano” ma dice esattamente quel che dico io, e cioè che l’Italia è più povera. Se non basta la Corte dei Conti, c’è un’altra nota associazione comunista, l’Istat, e se non basta neanche quella si può prendere quel noto giornale comunista che è “Il Sole 24 Ore” piuttosto che l’associazione degli industriali. Purtroppo le politiche portate avanti da questo governo, sui piani economico, sociale, dello sviluppo e del contenimento del debito si sono rivelate un fallimento. Sia che lo dici in dipietrese sia che lo dici alla Bruno Vespa, sempre una situazione disperata è.
In democrazia, quando c’è un governo che non raggiunge gli obiettivi bisogna, nelle regole dell’alternanza e dell’alternativa, proporne un altro, e comunque avere l’umiltà di farsi da parte. Altrimenti, invece che farsi da parte in maniera spontanea bisogna pensarci in maniera “spintanea”, democraticamente parlando.

Io credo che l’Italia dei valori sia in una fase molto importante ma anche molto delicata di ricollocazione. Me ne assumo la responsabilità, perché questa fase l’ho voluta e cercata e lo voglio continuare a fare. L’idv è nata nel 2000 con un chiaro intento di denuncia di una primavera interrotta. Dopo Mani pulite doveva nascere una seconda repubblica basata sulla credibilità delle persone e invece tutte le persone che avevo visto a san Vittore me le ritrovo a Montecitorio. Dopo dieci anni, oggi ritengo l’Italia dei valori una formazione che deve assumere la responsabilità di un’alternativa e di una prospettiva. Quindi abbiamo perso l’elettorato di mera protesta.
Io non ce l’ho con quell’elettorato. La protesta è l’effetto di un danno subìto. Il compito è costruire condizioni tali per cui meno persone sentano sulla propria pelle questo danno. Io sento la responsabilità di costruire questa alternativa. Quando ho fatto il ministro delle Infrastrutture lo ho fatto senza guardare al colore, e tra me e Bersani abbiamo fatto a gara a chi faceva più liberalizzazioni. Io voglio tornare al governo e continuare a fare questo lavoro di rilancio di un’alternativa di governo …I referendum sono il culmine di questa attività d’opposizione. Il 12 e 13 giugno per noi è il termine della fase d’opposizione.

L’Italia dei valori nasce dieci anni dopo la caduta del Muro di Berlino: questa etichetta, “Idv comunista”, non c’azzecca proprio per niente. Noi siamo iscritti all’Internazionale liberal-democratica, facciamo parte dei liberal-democratici europei, che quest’anno fanno il loro congresso qui in Italia, a Palermo a novembre, e siamo proprio noi dell’Idv che lo allestiamo per tutta l’Italia.
In Europa la realtà liberal-democratica è frastagliata. In Inghilterra è più di destra, ma in Francia, Belgio e Germania sta più in area riformista. Noi vogliamo costruire a livello europeo e italiano una realtà in cui i princìpi liberali si sposano con la seconda parte dell’ art 41: una finalità sociale.

Il messaggio che vorrei mandare al Paese è che non basta dire “centrodestra” e “centrosinistra”. Oggi c’è forse una primavera culturale alle porte, che parla di una logica dell’alternanza e dice che non basta più dire “comunista” e “anticomunista”. C’è un modello culturale che deve essere rivisto a fondo. Siamo in Italia nel 2011, in un Paese moderno e democratico: mettere le paure dell’Islam, degli omosessuali, degli zingari è un modello culturale che chi sta al governo può proporre per carpire voti agli elettori?

Nella coalizione di centrosinistra io credo che ci sia bisogno del sogno e dell’utopia di Vendola come della concretezza e delle liberalizzazioni di Bersani. Non credo proprio che Sel e Pd si metteranno insieme in un partito unico. Io, comunque, non sono assolutamente interessato.
Voglio collaborare con la sinistra moderna post-ideologica, che si rifà alla Costituzione italiana e ai suoi princìpi di solidarietà, che sono non comunisti ma cristiani. Io con l’Idv credo di poter dare un contributo a questa coalizione politica per presentare un’alternativa di governo.
Noi dell’Idv vogliamo stare all’interno di un’area liberale, in cui c’è la libertà di mercato e le regole di mercato ma anche una solidarietà. Noi abbiamo detto di votare sì al referendum sull’acqua pubblica non perché siamo statalisti ma perché riteniamo che si sono dei beni fondamentali e primari che per definizione non dovrebbero essere in vendita. Ma questo, lo ho già detto, non è un principio comunista. Gesù Cristo diceva “Dar da bere agli assetati”, non Mao!